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Una della più illustri saghe di picchiaduro sbarca sulla next-gen.
E’ un peccato che ci troviamo a parlare di uno dei più grandi esponenti della categoria picchiaduro, e che il voto che potete vedere poco più sopra non sia un nove con medaglia di Ludus annessa, ma un “semplice” otto. Il motivo è presto detto: oggi, anno domini 2007, è quasi impensabile che su una console come PS3 un titolo valido come il picchiaduro Sega si presenti assente della modalità multiplayer online. Nel voto finale, il punto dato in meno è infatti dovuto a tale mancanza, altrimenti (a nostro personalissimo parere) Virtua Fighter 5 sarebbe entrato di diritto nel novero delle killer application per la console Sony. Un’assenza che susciterà notevoli dibattiti, dapprima per stabilire se dovuta a problemi di tempistiche o impossibilità di una corretta implementazione, per poi lasciare spazio alle esigenze personalissime dell’utente: Virtua Fighter 5 è un picchiaduro che non ammette il gioco in rete, e se per voi quest’ultimo fattore è totalmente ininfluente, non vi resta che considerarlo il miglior beat'em up attualmente in circolazione.

Sviluppato inizialmente in esclusiva per PS3 (ma annunciato ora anche per 360 ed atteso per l’estate), Virtua Fighter 5 è il traguardo finale di una serie che ha sempre puntato tutto sulla profondità del sistema di combattimento, configurando il picchiaduro Sega come il più tattico mai creato nella storia dei videogiochi. Non sorprende infatti che VF sia stato, non certo dai giocatori occasionali (considerata la difficoltà), additato di sovente come il più illustre esponente della categoria, anni luce avanti a Dead or Alive, poco meno davanti a Tekken e derivati vari. E difatti il prodotto Sega è per molti, ma non per tutti, considerata la difficoltà insita nel padroneggiare a dovere anche uno solo dei 17 lottatori presenti. Ma andiamo con calma. Virtua Fighter 5 per PS3 è una conversione diretta del cabinato da sala, che perfeziona il bilanciamento tra i vari lottatori ed inserisce alcune modalità tipiche dei sistemi da gioco casalinghi. Indispensabile annunciarvi che il gioco richiederà assolutamente di copiarne una porzione all’interno dell’hard disk, a causa dei tempi di accesso al Blu-Ray che come ben saprete risultano tutt’altro che rapidi.
Per adeguarsi alla moda del momento, e in parte sopperire alla già citata mancanza del multiplayer online, VF5 implementa una modalità Quest dove potenziare il proprio lottatore, agghindarlo a festa e personalizzarlo a proprio piacimento. Il tutto avviene vincendo vari scontri e accumulando soldi, da spendere ovviamente per acquistare gli oggetti da noi desiderati. Anche le restanti modalità non hanno bisogno di grosse presentazioni, con quella Arcade che prevede lo scontro di tutti i personaggi presenti, la Versus dove sfidare un amico, il Dojo (importantissimo) per allenarsi ed imparare le nozioni di base tramite un utile tutorial. Ma se Virtua Fighter è un picchiaduro che la critica ha sempre elogiato, non è certo per le modalità inserite (niente di eclatante in tal senso), ma per il cuore pulsante che risiede nella giocabilità. VF5 infatti si avvale di un sistema di combattimento profondo, tattico, dove di capitale importanza è l’utilizzo delle counter, delle reversal e delle parate, e che si fonda sui soliti tre tipi d’attacco: calcio, pugno, presa, la cui combinazione da luogo a diversi stili d'attacco tipici per ogni lottatore. Il sistema di controllo è pressoché perfetto, e nonostante richieda del tempo (non indifferente) per essere padroneggiato a dovere, vanta una precisione ed una risposta ai comandi esemplari. Un esempio su tutti è dato dalle reversal, che su DoA hanno una finestra di attivazione immensa mentre qua la tempistica per effettuarle correttamente richiede di intervenire nel giusto frame di animazione. La scusante di Sega per l'assenza dell'online è stata infatti l'impossibilità di garantire la stessa precisione delle partite offline, che al contempo avrebbe rovinato la festa ai fanatici di tale disciplina ludica (quasi snob è considerabile lo zoccolo duro di tale prodotto) e l'essenza stessa del titolo, da sempre apprezzato per l'alto tasso tecnico e la cura maniacale riposta nella realizzazione. Ad alti livelli infatti, gli scontri raggiungono una tale complessità amena agli altri esponenti sulla piazza, e il titolo mostra il meglio di sé grazie ad un parco mosse esagerato, ed un sistema di combattimento che ripreso direttamente dal quarto capitolo ora dimostra d'esser stato migliorato e reso in forma smagliante (gli scontri sono inoltre leggermente più veloci). Mai una collisione casuale, ma concatenazioni di combo spettacolari alternate a prese, reversal, o ancora tattiche difensive al fine di gettare l'avversario fuori dal ring. Certo, qualcuno potrebbe obiettare che dal punto di vista prettamente giocoso le novità sono circoscritte, ma è bene ricordare che questo episodio è il punto di arrivo di una serie che a livello di schiaffi e pugni si pone indubbiamente al primo posto. Anche per complessità, è bene ribadirlo.

In questo quinto episodio il roster dei personaggi si avvantaggia di due new entry, El Blaze ed Eileen, il primo una sorta di wrestler veloce, dinamico e dannatamente potente, la seconda una ragazzina apparentemente innocua in grado di padroneggiare l'arte degli schiaffoni marziali. Per quanto riguarda il comparto grafico, dobbiamo ammettere che il lavoro svolto da Sega è senza eguali se confrontato con i picchiaduro per le console di nuova generazione. Se è vero che il numero dei rivali sia circoscritto ed un paragone sia possibile farlo solo nei confronti di Dead or Alive 4 (Tecmo, 2006), possiamo comunque affermare che il titolo Sega lo supera di alcune lunghezze, potendo vantare una realizzazione dei lottatori nettamente superiore, a cui però si contrappongono dei fondali curati non in egual maniera. Purtroppo il prodotto non beneficia dei 1080p, a differenza della versione giapponese, ed inoltre alcune texture applicate ai personaggi ed alcuni effetti di luce troppo marcati in parte ne diminuiscono la bellezza estetica. Nulla di compromettente, sia chiaro, in quanto VF5 è anche graficamente il gradino più alto in fatto di picchiaduro (nell'attesa di nuovi rivali). Anche il reparto audio vanta alti, ma anche qualche basso. Tra i primi possiamo citare gli effetti sonori in generale, che godono di un'ottima realizzazione, mentre nel novero dei secondi rientra indubbiamente una colonna sonora tutt'altro che memorabile.
E' davvero un peccato, perché Virtua Fighter 5 è un'occasione mancata, indubbiamente un valido picchiaduro che appare castrato in una delle componenti attualmente più significative: il multiplayer online. Le modalità presenti, invero poche, non riescono certamente a sopperire a tale mancanza, ed inoltre l'utente dev'essere cosciente che il prodotto Sega è tutto fuorché adatto ai giocatori occasionali, considerata la costanza e l'impegno richiesti per ottenere risultati quantomeno decenti.
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