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Recensione NBA 2K7 PS3

Considerata la giovane età della nuova console Sony, che si trova scoperta su molteplici generi, è ovvio che l’arrivo di NBA 2K7 a coprire la lacuna dei giochi di basket sia ben accetta. Ma sia chiaro, il titolo sviluppato da Visual Concepts e già uscito per Xbox 360, PS2 ed Xbox non arriva certo proponendosi come un tappabuchi, come ben presto vedremo. Anzi, la qualità è tale che basta un confronto diretto con qualsiasi concorrente attuale della categoria per vederlo come vincente. E allora questo avvento su PS3 ha ragione di esistere, anche alla luce di alcune migliorie di non poco conto come il reparto grafico e l’implementazione del SixAxis.

Ma andiamo con calma. Il primo impatto, considerati i menu e le schermate fisse non è certo dei migliori. Ma non si giudica un libro dalla copertina, ne tantomeno un gioco da queste sottigliezze. I menu si rivelano da subito dispersivi e assai poco funzionali. Non è un caso che la prima volta ci siamo persino persi nei meandri delle continue finestre che non smettono di apparire e che paradossalmente non consentono, il più delle volte, di tornare indietro al livello che le precedeva. Inoltre, abbiamo nuovamente arricciato il naso quando, arrivati alla Partita Veloce, vero e proprio banco di prova per testare in pochi minuti le qualità del gioco, ci siamo accorti che le squadre del campionato statunitense appaiono solamente per simboli e non per nomi. Un handicap da non sottovalutare, a meno che non siate fanatici dell’NBA e non conosciate a menadito tutte le squadre che lo compongono. Comunque sia, basterà farci il callo per imparare a navigare tra i dispersivi menu introduttivi. Del resto le opzioni non mancano, quindi prima che sappiate settare il gioco al meglio dovrete per forza sperimentare i vostri progressi con numerose partite di allenamento.

Se le opzioni non scarseggiano, anche le modalità di gioco non sono certo da meno ed offrono un ricco ventaglio di situazioni in cui tutti, dal giocatore più smaliziato al neofita, potranno cavare la giusta dose di divertimento. Si va infatti da semplici partite veloci utili a prendere confidenza coi comandi a tornei aderenti alla realtà, lunghi e complessi, specie se si setta a dovere la difficoltà del gioco. Affianco alle classiche sfide troviamo poi una curata mode denominata “Street” che ci permetterà di giocare in strada, in campetti asfaltati di periferie statunitense più o meno degradate. Qui si sfideranno pochi giovani in jeans e canotta o in tuta e bermuda col fine di dar vita ad un mini-campionato parallelo a quello ufficiale che non mancherà di incuriosire. Se alla miseria delle periferie preferite la ricchezza smisurata dell’agonismo professionale, potrete invece buttarvi a capofitto nell’immancabile modalità dal sapore manageriale che vi consentirà di creare una nuova squadra e portarla alla vetta dell’NBA, comprando e vendendo giocatori, strutture, staff e via discorrendo. Sulla carta, insomma, ci sono dati a sufficienza per sfondare, vediamo però cosa accade una volta che decideremo di iniziare la nostra partita…

Una volta che ci saremo lasciati alle spalle i labirintici menu ricchi di opzioni potremo finalmente fare sul serio con le nostre belle scarpette nuove. La cura profusa nei modelli poligonali dei giocatori, nel dettaglio degli indumenti, nelle animazioni e nella realizzazione degli stessi campi da basket si fa infatti notare con prepotenza. Ictus oculi stupisce anzitutto la realizzazione del parquet, lucido e perfettamente aderente alla realtà. Anche gli effetti di illuminazione non mancano di intrigare e se si smanetta un po’ con le telecamere, specie in sede di replay, si possono ricreare visuali perfettamente assimilabili alle partite reali. Anche chiudendo gli occhi la fedeltà riprodotta non manca di stupire, grazie alle urla e ai rumori di un pubblico che risponde discretamente alle gesta degli eroi che si sfidano in campo. Se quindi il titolo risponde bene dal punto di vista grafico, anche sotto quello della giocabilità non potremo che tessere dei meritati complimenti in quanto, fortunatamente, il sistema di controllo è stato parzialmente rivisto rispetto a quello della scorsa edizione, ed in questa versione PS3 si presenta benissimo con l’aggiunta del SixAxis per quanto riguarda i tiri liberi. Ora ci troviamo di fronte a comandi sì intuitivi, ma che regaleranno i migliori risultati solo con il dovuto allenamento. Scordatevi la tipologia arcade della serie EA Sports perché questa è invece una simulazione che non fa sconti a nessuno. In linea di massima, quindi, sarà impossibile che riusciate ad ottenere ottimi risultati fin dalle prime partite, specie se settate verso l’alto la soddisfacente IA degli avversari. Per ottenere le vostre prime vittorie dovrete sudare, imparare schemi e tattiche, ricordarvi di sostituire i vostri uomini e via discorrendo…

Analizzando, infine, il motore grafico, non possiamo che ritenerci soddisfatti. Oltre all’alta definizione, questa versione PS3 convince per la cura delle animazioni, davvero di buon livello, dei modelli poligonali e degli stadi. Molto buona la giocabilità, forte di un sistema di gioco in grado di pretendere il meglio dal giocatore chiedendogli in cambio solo qualche ora di allenamento, ottima la longevità che si spalma su di una nutrita schiera di modalità in grado di intrattenere per tutte le prossime festività tanto i giocatori occasionali quanto gli appassionati di questo sport. Certo, ad affondare il voto in pagella ci pensa un sonoro non proprio esaltante anche se comunque migliore rispetto a quello del prequel, ma in fondo stringiamo tra le mani un signor titolo che non mancherà di accendere gli animi. Insomma, NBA 2K7 è attualmente il gioco di basket migliore in circolazione. Vi basta?


Autore: Andrea Cocco
Data: 17/05/2007 Ora: 00:00
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