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L’adattamento del film Dreamworks arriva su console.
Uscito da poco nei cinema di tutta Italia, Mostri contro Alieni è il primo film d’animazione della Dreamworks ad essere prodotto fin dal principio in 3D, e quale modo migliore per pubblicizzarlo se non realizzarne un adattamento videoludico? Ci ha pensato Activision a portare Mostri e Alieni nel magico mondo dei videogiochi. La versione da noi testata è quella Playstation 3, ma vi ricordiamo che il titolo è disponibile anche per le piattaforme Playstation 2, Xbox 360, Nintendo Wii, Nintendo DS e PC.
Gioco di squadra
Trattandosi di un adattamento dal cinema al videogioco, la trama di Mostri contro Alieni è rimasta ovviamente invariata: la ragazza californiana Susan Murphy viene colpita da un meteorite e si ingigantisce fino ad un’altezza di quindici metri, gli abitanti della città si spaventano e Susan (da quel momento soprannominata Ginormica) viene rinchiusa in una base militare segreta assieme ad altri mostri. Lì ha occasione di conoscere una creatura scimmia-pesce chiamata Anello Mancante, uno scienziato con la testa di scarafaggio, l’indistruttibile massa gelatinosa B.O.B. ed infine una larva gigante alta più di cento metri, classificata come Insettosauro. La loro permanenza nella base segreta comunque non durerà a lungo, poiché verranno liberati dai militari per aiutarli a respingere insieme un attacco alieno. Il gioco è suddiviso in 25 livelli in stile platform, ognuno dei quali è stato realizzato ad hoc per le abilità esclusive dei tre protagonisti che si alterneranno nella vicenda: Ginormica, B.O.B. e Anello Mancante.
Stili differenti, stesso traguardo
Il gameplay di Mostri contro Alieni varia a seconda del personaggio: il primo controllabile è Ginormica, una ragazza alta quindici metri che usa un paio di jeep come pattini per saltare ostacoli, schivare gli attacchi e fuggire dai nemici più temibili. Il secondo personaggio ad entrare in scena è B.O.B., una massa gelatinosa in grado di attaccarsi alle pareti e anche sciogliersi per passare sotto le porte. I livelli aventi come protagonista B.O.B. sono esclusivamente a stampo platform con chiare ispirazioni a Super Mario Galaxy, e soltanto durante qualche scontro con i boss si potrà usare una torretta difensiva. L’ultimo personaggio controllabile è Anello Mancante, un mostro metà scimmia e metà pesce che sfrutta la forza bruta per farsi strada tra i nemici e distruggere ogni tipo di ostacolo e trappola. Per aumentare un po’ la longevità globale, in tutti i livelli sono stati nascosti dei filamenti di DNA da raccogliere per sbloccare extra come missioni secondarie, oggetti aggiuntivi e “making of” del gioco. Mostri contro Alieni supporta due giocatori in locale: purtroppo non esiste una modalità cooperativa, lasciando al secondo giocatore soltanto la possibilità di aiutare il compagno lanciando qualche razzo da parte del professor Scarafaggio (il dèjà vu con Super Mario Galaxy si fa sempre più forte..ndr).
Monotonia portami via
Il difetto principale di Mostri contro Alieni è legato al fatto che i livelli sono fin troppo ripetitivi, offrendo ben poco in termini di novità man mano che si procede nel gioco. Non solo le azioni da fare saranno sempre le stesse, ma anche la ambientazioni sono troppo simili tra di loro, con la conseguenza che il giocatore si annoierà facilmente. Come se non bastasse, anche i nemici e i boss sono ripetuti più e più volte, facendoci venire qualche dubbio se tutto ciò sia legato a scelte precise dello staff oppure lo sviluppo del gioco è stato effettuato troppo in fretta in modo da uscire nei negozi in contemporanea con il film al cinema. Fortunatamente il titolo Activision si fa in parte perdonare con una grafica bella e colorata, personaggi ben animati soprattutto per quanto riguarda le espressioni facciali, un comparto audio molto buono caratterizzato da voci e musiche prese direttamente dal film, una longevità nella norma ed infine dei controlli semplici ed intuitivi. La ripetitività dei livelli è il tallone d’Achille di Mostri contro Alieni, ma considerato il target del gioco, siamo convinti che i giocatori più giovani si concentreranno più sui dialoghi divertenti dei protagonisti piuttosto che su quante volte hanno già eseguito una determinata azione.
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