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Gli Acchiappafantasmi sono tornati!
La serie cinematografica dei Ghostbusters è senza dubbio una delle più famose ed apprezzate dagli appassionati delle produzioni hollywoodiane, e sono passati ben vent’anni dalla loro seconda ed ultima apparizione nelle sale dei cinema di tutto il mondo. Come i fan della serie già sapranno da molto tempo, lo script del terzo film era già pronto all’epoca, ma per motivi diversi quest’ultimo purtroppo non è mai stato prodotto. Fortunatamente i ragazzi del team Terminal Reality hanno preso in mano il progetto e hanno sviluppato il videogioco ufficiale dei Ghostbusters, prendendo ovviamente spunto dallo script di quello che doveva essere il terzo film degli Acchiappafantasmi.
Una storia originale
Come accennato nell’introduzione dell’articolo, il team di sviluppo ha realizzato il gioco seguendo quanto presente nel copione mai prodotto, una scelta senza dubbio originale nel mondo dei videogiochi e molto apprezzata dagli appassionati della serie. L’anno è il 1991, e i quattro Acchiappafantasmi si godono il meritato riposo dopo la forte avventura che li ha visti protagonisti assieme all’intera città di New York. Al contrario di quel che si possa pensare, il giocatore impersonerà non uno dei quattro storici membri della squadra, bensì un nuovo cadetto. L'intera trama è narrata attraverso l'uso di filmati realizzati con il motore grafico e fortunatamente dotati della stessa atmosfera del film: la storia inizia con l'improvvisa fuga del fantasma verde Slimer, il quale causerà una serie di eventi a catena che preferiamo non svelare in questa sede per evitare di rovinare ogni tipo di sorpresa. La struttura di gioco è molto lineare, e tra una missione e l'altra il giocatore potrà divertirsi ad esplorare in lungo e in largo il quartier generale dei Ghostbusters, scovando i reperti dei film passati (come il quadro di Vigo) e assistendo a simpatiche scenette, come le telefonate di Jeanine e i siparietti di Venkman e Egon.
Diventare Acchiappafantasmi
Il primo livello del gioco funge da tutorial dei comandi ed azioni possibili, mostrando su schermo tutte le istruzioni necessarie per svolgere al meglio il proprio lavoro. Seguendo quanto già visto nei due film, la cattura dei fantasmi avviene in due fasi: nella prima il giocatore deve mirare e stordire l'entità con il fucile protonico, mentre nella seconda si dovrà attivare la trappola e fare attenzione che il fantasma venga assorbito del tutto. Questa pratica viene ripetuta nel corso di tutto il gioco, ma per fortuna la varietà delle ambientazioni (come il Museo della Storia, la Dimensione Parallela, la Biblioteca Civica, …) e dei nemici (oltre ai classici Slimer e Stay Puft, tantissimi fantasmi inediti) evitano al giocatore di annoiarsi presto. Man mano che si proseguirà nella storia sarà anche possibile eliminare direttamente i fantasmi con armi apposite, ma per ovvie ragioni preferiamo non svelare alcun dettaglio sulle stravaganti armi che Egon inventerà nel corso dell’avventura. Un difetto bisogna riscontrarlo nell’elevata linearità dei livelli, dotati di un unico percorso da seguire e purtroppo privi di elementi che possano garantire una seconda giocata futura. Il giocatore infatti sarà sempre in compagnia dei quattro Ghostbusters, e non capiterà mai di perdersi in un livello oppure di dover scegliere che strada seguire.
Non incrociate i flussi!
L’azione di gioco purtroppo è mal bilanciata, con attimi di pura tranquillità e altri momenti dove i nemici non finiscono più e bisogna sudare sette camicie per completare la missione. La causa non è da ricercare soltanto nella poco curata impostazione dei livelli, ma anche nella scarsa intelligenza artificiale dei propri compagni che non riescono a difendersi come dovrebbero, costringendo il giocatore a rianimarli di continuo. Nel complesso comunque la campagna giocatore singolo riesce a regalare circa otto ore di divertimento tra fantasmi, battute e vecchi ricordi. E’ presente anche una modalità multiplayer in cooperativa fino a 4 giocatori, sbloccabile soltanto dopo aver terminato il gioco e che propone diverse sfide a tempo. Tecnicamente parlando, entrambe le versioni del gioco sfruttano la potenza hardware della console Playstation 2 e Playstation 3, anche se è nostro dovere segnalare che la versione PS3, pur avendo un livello di dettaglio maggiore rispetto a quella per PS2, per motivi tecnici si avvia ad una risoluzione massima di 960x540pixel, portando un drastico calo nella qualità generale dell’immagine. Trattandosi di un gioco prodotto da Sony, è proprio il colmo.
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