|
Il kolossal da 200 milioni di euro arriva tra noi.
Uno dei titoli più attesi di questo periodo è senz’altro Avatar, sia che si stia comodamente seduti su di una poltrona al cinema, che nella propria stanza di fronte ad un pc o una console. Perché l’ultima opera di Cameron è stata partorita parallelamente per il grande schermo e per tutte le piattaforme ludiche, creando una vera e propria sinergia di talenti nei due campi. Una prova è data dal fatto che Avatar è il primo videogioco a sfruttare nativamente il 3D sugli schermi LCD, ancora poco diffusi, che supportano i 120 Mhz e su cui spenderemo qualche parola nella parte tecnica.
Sia il gioco che il film condividono lo stesso background, ma non la collocazione temporale, visto che i possessori di un joypad si troveranno a sbarcare nel pianeta Pandora diversi anni prima degli eventi narrati nell'opera di Cameron. Alla base del conflitto, perché di questo si tratta, vi è il brutale colonialismo umano deciso a sfruttare le materie prime del pianeta, devastando foreste e annientando ogni tipo di fauna locale. Dall'altra parte della barricata vi sono gli aborigeni, il fiero popolo degli Na'Vi , che nonostante sia armato di sole clave di osso e spartani archi, è in perfetta armonia con la natura e capace di utilizzare possenti animali per muoversi e contrastare i mezzi anfibi e volanti degli umani. Come è facile immaginare, la trama fa da sfondo ad una guerra epocale per la conquista-difesa del pianeta Pandora, in cui noi saremo liberi di abbracciare la causa desiderata nei panni del soldato Ryder, che trasferirà la propria coscienza in un corpo virtuale Na'Vi al fine di sopravvivere all'atmosfera invivibile del pianeta. Avatar si può riassumere come uno shooter in terza persona, che si avvale del motore di Far Cry 2 per ricreare una vegetazione fitta e realistica in un contesto fantastico, quasi fiabesco. Terminato il lungo e piuttosto noioso prologo ci si ritroverà immersi in ambientazioni affascinanti, ricche di dettaglio dove la trama immaginata da Cameron ben si sposa con quella che poi si rivelerà una continua e cruenta lotta di dominio. Avatar, nonostante una trama articolata e ben congegnata, alla fine purtroppo deve scendere a patti con la sua anima ludica che ci proporrà continui scontri a fuoco ben poco originali, perlustrazioni, e in generale il raggiungimento di prevedibili, quanto lineari checkpoint che a poco a poco sveleranno la natura e le bellezze del pianeta e svilupperanno la trama. Il vero problema del prodotto Ubisoft non è da ricercare in un blando comparto tecnico o in una storyline poco avvincente, anzi tutt'altro. Il fatto è che si tratta di uno shooter semplice e piatto che nulla aggiunge alla miriade di titoli che lo hanno preceduto e che possedevano un ben più alto appeal. Le quattro armi in dotazione, gestibili tramite la croce direzionale verranno upgrade durante l'avventura grazie ai classici punti esperienza che però lasciano al giocatore ben poco spazio decisionale. Il multiplayer rappresenta una ciliegina sulla torta, nonostante anche qui non brilli per innovazione: oltre alla modalità Team Deatmatch, CTF, King of the Hill è presente una sorta di Risiko moderno, in cui dovremo conquistare zone di territorio muovendo le nostre unità. Nonostante alla fine fine siano presenti due campagne distinte, a seconda della causa che abbracceremo, Avatar non brilla neppure in questo aspetto, proponendo un'esperienza ludica praticamente identica e che garantisce appena 6 ore di gioco per avventura. Anche le poche quest celate di tanto in tanto nella vegetazione di Pandora, non riescono a nascondere un gameplay con poco mordente, che cerca invano di trarre beneficio dall'opera cinematografica da qui si ispira. Avatar il videogioco non è però un mero tien in. Ubisoft si è impegnata a fondo per creare un prodotto dignitoso, e in parte ci è riuscita, ma un po' come il King Kong di qualche anno fa, è indiscutibile che si potesse osare di più.
|