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Call to Power 2 - Pc (Recensione)
a cura di
Fabrizio Paolucci (Gennaio 2001)
Piattaforma: Pc
Software House: Activision
Sviluppatore: Interno
Distributore: Leader
Genere: Strategico/Manageriale
Prezzo: 51.13 €
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    7,4


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    È il sogno di ogni essere mortale, trasformarsi da nomade errante, polveroso ed affannato in Imperatore acclamato, potente e ben voluto; Call to Power II ci da la possibilità di trasformare questo desiderio in realtà, basta solo saper prendere le decisioni giuste al momento giusto ed a quel punto anche i sogni più reconditi potrebbero avverarsi!

    Strategy for ever strategy

    Avviso a tutti coloro che si avvicinano per la prima volta a questo tipo di gioco: non aspettatevi combattimenti, azione o puzzle ma solo tonnellate di strategia pura; dovremo controllare tutto, ma proprio tutto e meglio ci riusciremo più onore avremo.
    Tutto comincia con la scelta della civiltà che si vuole guidare nei secoli (c'è anche la possibilità di crearla), per poi essere catapultati in pieno gioco ed al comando di un gruppo di sperduti nomadi al centro di un video desolatamente e misteriosamente nero.
    Ora l'arduo compito sarà di trovare un posto adatto dove fondare la nostra amatissima capitale (in pratica bisogna essere degli emuli di Romolo e Remo) e da lì lanciarsi verso la crescita, lo sviluppo e l'espansione fino a raggiungere uno dei quattro agognati obiettivi:
    1. Vittoria per conquista: per vincere si devono distruggere tutte le civiltà avversarie e, quindi, diventare i padroni assoluti dei cieli, dei mari e della terra.
    2. Vittoria per punteggio: quando si arriva al 2300 d.C. il gioco finisce e se si è ben governato, ma veramente ben governato, si dovrebbe avere il punteggio migliore fra tutti i concorrenti in quel caso la vittoria non potrà sfuggire.
    3. Vittoria diplomatica (pace mondiale): per conquistare questo tipo di vittoria bisogna essere degli abili mediatori e avere delle superbe e forti ambasciate sparse per il mondo dopodiché si deve riuscire a convincere tutti gli altri governi a firmare con noi un trattato di pace permanente.
    4. Vittoria scientifica (controllore Gaia): si potrà vivere in un mondo perfetto senza guerre, avidità, competizioni, ecc. solo potendo disporre della più grande scoperta dell'uomo: il controllore Gaia; ci si può arrivare solo dopo aver scoperto tutte le possibili risorse scientifiche ed aver sviluppato il progetto Solaris; la prima civiltà che riuscirà nell'impresa potrà, finalmente, dominare in pace su tutte le altre e, fatto più importante per noi, vincere la partita.Neanche Sherlock Holmes capirebbe l'intreccio

    Abbiamo cercato di fare ordine per vedere come questo Call to Power II si collocasse rispetto al capostipite di questi giochi, ovvero Civilization: il geniale Sid Meier creò il primo Civ, ma mentre era al lavoro sul suo seguito naturale (Alpha Centaury) la Microprose (detentrice dei diritti su Civilization) pensò bene di farne uscire il seguito. Nel mentre però, la Activision produce Call to Power ed adesso nell'attesa del già annunciato Civilization III ecco che nasce il seguito di Call... allora avevamo ragione o no a dubitare sulla facilità di collocazione spazio-temporale di Call to Power II rispetto a Civilization? A questa domanda solo il buon Holmes potrà rispondere, di una cosa però siamo sicuri e cioè che senz'altro Call to Power II è l'ultimo nato.


    Da nomade a potentissimo capo

    Sembra facile! Ognuno di noi ambisce a diventare un leader, un capo popolo; quando si sta dall'altra parte tutto sembra semplice e splendente ma se si ha la "fortuna" di scavalcare l'ostacolo e di diventare il capo dei capi si capirà che non è tutto oro quello che luccica e, anzi, governare vorrà dire sempre trovarsi nella condizione di trovare soluzioni o compromessi anche quando tutto ciò sembrerà assolutamente impossibile.
    Giocando, anzi simulando, per ore e ore su questo titolo abbiamo rivissuto sensazioni che solo questi figli diretti di Civilization sanno dare; ancora una volta per poter far crescere le nostre città per bene senza soccombere alle prepotenze delle vicine civiltà abbiamo dovuto tenere in considerazione i tre parametri fondamentali: produzione, ricchezza, forza militare.
    Tutti gli economisti, in ogni epoca, hanno sempre teorizzato che l'equilibrio di questi tre fattori determini l'ascesa o la decadenza di una civiltà, sembra facile ma mai nessuno, nella realtà, è riuscito a trovare questo equilibrio se non per un breve lasso di tempo e, sicuramente, chi ci riuscirà sarà il padrone assoluto del mondo per sempre.
    Noi ci abbiamo provato e abbiamo cercato di raggiungere la vittoria in tutti i tipi di obiettivi e in quel momento è venuta fuori la nostra indole aggressiva; niente è paragonabile ad una sana conquista militare del mondo: vedere soccombere le armate avversarie, dai semplici guerrieri alle più futuristiche unità militari rimane sempre un bel vedere, al pari dell'invadere le città avversarie, fare razzie e sottomettere gli altri popoli alla propria sete di sangue.
    Certo anche riuscire a scoprire tutto ciò che è possibile è bello ed appagante, però quando si arriva al progetto finale, Solaris, cala l'intensità e si aspetta soltanto che i turni passino per veder completata la propria missione.Mille pulsanti per ogni evenienza

    Visto il livello qualitativo tendenzialmente uguale per quasi tutti gli strategici e visto che di idee nuove in questo momento non è che il settore dei videogiochi strategici ne sforni in abbondanza (menzione d'onore, però, per Homeworld Cataclysm) dobbiamo dire che il parametro che fa la differenza fra i vari titoli diventa il sistema di controllo. In Call to Power II tutto è gestito da una serie di finestre molto immediate e molto comode da usare, è possibile attivare schermate pronte a venirci in aiuto in ogni momento, consiglieri segreti disseminati un po' dappertutto sui quali poter fare sempre affidamento, pulsanti speciali a portata di mouse e l'utilizzo di tutti i tasti del topo fa si che le operazioni si possano eseguire senza ricorrere alla tastiera.
    È interessante il riepilogo dei messaggi, ma soprattutto la possibilità di eleggere un sindaco in ogni città che segua un percorso evolutivo preordinato al momento della fondazione della stessa (percorso che si potrà, comunque, sempre modificare) che sembra inutile all'inizio ma che, appena il nostro impero si espanderà, sarà di una comodità incredibile.

    Le schermate e la guerra

    Per impostare per bene una partita occorrono ore ed ore di dura applicazione, soprattutto ai livelli più difficili (la curva d'apprendimento è ripidissima), equilibrare tutti i parametri non è impresa facile e proprio qui sta la bellezza del gioco, la continua sfida e la curiosità di vedere cosa producono determinate modifiche al corso degli eventi è veramente coinvolgente, un occhio bisogna sempre tenerlo sulle schermate dei grafici esplicativi dell'andamento della civiltà e sulle videate riassuntive.
    Fulcro di tutto rimane sempre la Grande Biblioteca che è sempre consultabile e molto esauriente, fa le veci del manuale di gioco (comunque presente) dal quale attingere informazioni storiche molto utili per la buona riuscita del gioco e perché no, per una cultura personale (escluse, chiaramente, le nozioni riguardanti le scoperte sul futuro).
    Durante le battaglie non si può interagire, ci potremo limitare solo a vederle dall'alto come se ci trovassimo allo stadio, ed a decidere una eventuale, inutile ritirata; è stata, però, introdotta la possibilità di verificare, attacco dopo attacco, l'andamento di uno scontro così da permetterci di comprendere dove sono, se ci sono, i nostri errori tattici. Certo come puristi di Civilization e dei suoi succedanei siamo contenti che ciò sia rimasto inalterato anche se forse ci piacerebbe, prima o poi, avere la possibilità di modificare la posizione delle nostre armate direttamente sul campo durante lo svolgimento della battaglia.Di tutto di più

    Il filmato introduttivo è sempre bello e coinvolgente anche se l'idea del salto tra le varie epoche, fondamentalmente è uguale a quella di Call to Power e la risoluzione è veramente bassa (quando si decideranno ad abbandonare le scalinature nei contorni delle persone e degli oggetti?). La grafica del gioco è in generale scarsa e scarna, ormai la visuale del piano di gioco è sempre la stessa come le unità che si spostano come fossero i pezzi di una scacchiera e non armate decise a tutto; anche se abbiamo constatato un notevole aumento di unità, edifici e anche delle possibili forme di governo (quest'ultimo aspetto molto apprezzabile).
    I filmati delle meraviglie sono così piccoli che per vederli bisogna essere una lince e non possiamo rimanere insensibili alla sparizione della schermata con la nostra capitale che poteva essere migliorata artisticamente quando il nostro popolo voleva acclamarci e ringraziarci per il buon governo; certo era solo un'inutile, ai fini del gioco, screen grafico però era veramente appagante sentirci e vederci così ben voluti. L'audio è molto ripetitivo e dopo un po' non si vedrà l'ora di disattivarlo e lasciare solo i rumori essenziali. La longevità è assicurata da partite che durano molte ore anche al livello più facile, dalla possibilità di giocare i tre scenari inclusi nel cd (Alessandro Magno, il grande samurai, distensione nucleare) e dalla possibilità che il gioco ci da di cambiare molti parametri che in definitiva renderanno ogni partita una storia nuova.
    Nasceranno sicuramente, così come è successo per tutti i Civilization, siti dove scambiarsi scenari e nuove unità e questo renderà ancora più lunga la longevità di questo titolo. È stata anche introdotta la possibilità di giocare in multiplayer (fino ad un massimo di quattro persone possono condividere una mappa), opzione che non potrà che essere apprezzata da chi ama il multiplayer; si può, però, sfruttare la possibilità di giocare in rete tra computer, in quel caso crediamo che però sarà il capoufficio a non essere molto d'accordo; infine si può giocare anche mandando una mail all'avversario alla fine di ogni turno nel qual caso però pensiamo che andremo di pari passo con le epoche e ci metteremo 2000 anni a finire una partita.
    Beh se ora le nostre divise da operaio, scienziato e militare sono pronte per essere indossate possiamo decidere quale indossare, sederci al computer e fondare la nostra capitale, attenzione però passare dalla polvere agli altari e viceversa è facilissimo e ricordiamoci cosa canta De Gregori... la storia siamo noi!!!

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