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The Witcher - Pc (Recensione)
a cura di
Vincenzo Riggio (Novembre 2007)
Piattaforma: Pc
Sito ufficiale: http://www.thewitcher.com/
Sviluppatore: CD Projekt RED
Distributore: Atari
Genere: Avventura/Arcade
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  • 8
    8,5


    Argomenti Correlati per Pc: Scheda | News | Download | Trucchi | Anteprime | Immagini


    Un gioco di ruolo fantasy dalle atmosfere mature e molto dark.

    Qualche settimana fa ci eravamo lasciati con una interessante anteprima di quello che si annunciava essere uno dei titoli più interessanti di questo fine 2007. Adesso dopo lunghe sessioni di gioco siamo in grado di esprimere le sensazioni che uno dei titoli più intriganti degli ultimi anni ci ha regalato. Prepariamoci perché il lupo bianco è tornato!

    The Witcher ha la particolare caratteristica di catturare in modo violento l’attenzione del giocatore, come non succedeva da tanto tempo, lasciandolo incollato al monitor fino alla fine dell’intera storia. Per chi si fosse perso l’anteprima spendiamo due parole sull’ambientazione e la trama. Il gioco si ispira ad una serie di libri fantasy di grande successo nell’Europa dell’Est. Il protagonista è un cacciatore di mostri di nome Geralt, cupo e tenebroso catturerà immediatamente l’immaginario collettivo. Il gioco inizia dopo le vicende narrate nei libri regalando ai fan della serie un’esperienza tutta nuova, e permettendo a chi si avvicina la prima volta a questo universo fantasy di non perdersi nulla di significativo per la risoluzione dell’avventura. Una nota va spesa per commentare la scena introduttiva del gioco, che merita di essere vista, tanto esprime bene le tematiche che si incontreranno successivamente.

    Il gioco ha fatto scalpore sulla stampa specializzata, e sui forum sparsi per Internet, proprio per il gameplay adulto che si sviluppa in maniera piuttosto seria e realistica, mettendo di fronte il giocatore a tutta una serie di scelte le cui ripercussioni si manifesteranno sia nell’immediato, sia molto più avanti nel tempo. Geralt è un personaggio molto carismatico e misterioso, è scomparso per cinque anni e adesso ritorna a bazzicare nei dintorni della città di Vizima senza memoria. È fondamentale prendere coscienza del fatto che non siamo di fronte ad un personaggio comune, nella gran parte dei giochi di ruolo passati si inizia con un alter ego la cui fama ed esperienza sono ai minimi livelli. In The Witcher invece avremo il controllo di un esperto assassino modificato geneticamente (parole degli stessi personaggi non giocanti), la cui bravura con le armi bianche è cosa ben nota. Il che contribuisce a creare fin dai primi istanti di gioco un’ottima caratterizzazione. Geralt viaggia sempre con due lame a tracolla, una d’acciaio (per gli esseri umani), e una d’argento (per i mostri e gli spiriti), inoltre padroneggia la magia e l’alchimia. Quest’ultimo aspetto assume un ruolo fondamentale se si deciderà di giocare alla massima difficoltà.

    Vero fulcro di tutto il sistema è la gestione dei combattimenti che, se all’inizio può lasciare un po’ spaesati, ben presto si tramuterà in una furiosa danza dettata da un preciso ritmo. Questo non solo ci eviterà di continuare a premere furiosamente sui nemici, ma ci gratificherà con splendide sequenze collegate le une con le altre con tanto di mosse finali. Vedere il nostro personaggio affrontare spudoratamente un gruppo di malviventi mal assortito è uno spettacolo per gli occhi e il morale. Per poter portare a termine una combo o una mossa speciale dovremo avere l’accortezza di cliccare a tempo debito (basta seguire l’indicatore a schermo o il combattimento vero e proprio). Inoltre Geralt ha la possibilità di modificare il proprio stile di combattimento in base alla minaccia da affrontare: forte, agile e di gruppo. Per variare da uno stile all’altro basterà semplicemente premere il tasto corrispondente. Facile e veloce. Se ci stiamo preoccupando su come reagirà il nostro avventuriero agli attacchi nemici basti sapere che il sistema di gestione si occuperà di far evitare i colpi sferrati dagli avversari calcolando le varie probabilità ad ogni affondo, il che ci permetterà di concentrarci esclusivamente sull’offesa e lasciare la difesa alla buona intelligenza artificiale.

    The Witcher non è solo combattimento, infatti, la trama ben strutturata si costruisce grazie all’ottima integrazione di numerose quest appartenenti al filone principale, e anche con tutta una serie di missioni alternative utili per comprendere l’universo di gioco e dispendiose di notizie su luoghi, mostri e personaggi. Il gioco è parlato interamente in italiano e ci troveremo numerose volte a dover interrogare uno o più personaggi per dipanare un mistero o giusto per contrattare l’acquisto o la vendita di oggetti. I dialoghi costituiscono l’altro aspetto fondamentale del gioco, dovremo fare attenzione a ciò che diremo, così come alle scelte che effettueremo, dato che ogni discorso può portare ad una o più alternative. Spesso all’inizio non capiremo di aver effettuato una scelta le cui ripercussioni si renderanno note molto più avanti nel gioco, rendendo di fatto impossibile tornare indietro per cambiarle. C’è da dire che lo script inglese originale è stato notevolmente nettato da Atari, che ha preferito censurare parecchi dei dialoghi, a volte stravolgendo in modo fin troppo evidente il senso del discorso.

    Una caratteristica interessante, che abbiamo avuto modo di notare durante le numerose ore di gioco, è che in The Witcher raramente utilizzeremo armi al di fuori di quelle che caratterizzano il nostro personaggio, e per ovviare a questo aspetto, che alla lunga avrebbe deluso gli appassionati, gli sviluppatori ci hanno dotato della possibilità di utilizzare unguenti e pozioni direttamente sulle lame. Questo permetterà di aumentarne le caratteristiche dandoci uno strumento tattico di notevole importanza. Per poter assemblare nuove armi dovremmo cercare degli appositi frammenti da consegnare al più vicino fabbro, che dietro opportuno compenso si cimenterà nella realizzazione di spade adatte ad un Witcher. Geralt, inoltre, è un’abile alchimista, e nel corso del gioco avrà la possibilità di raccogliere, o acquistare, numerosi ingredienti naturali e non, da miscelare sapientemente al fine di ottenere utili pozioni. I Witcher sono dei maestri nell’uso di pozioni, che usano per compensare gli svantaggi del dover affrontare creature sovrannaturali. Gli intrugli ingeriti sono cumulabili, facendo sì che Geralt possa adattarsi magnificamente a quasi tutte le situazioni. Ovviamente per evitare che il nostro cacciatore di mostri diventi invincibile, gli sviluppatori hanno ben pensato di inserire un indicatore di tossicità che aumenta con l’aumentare delle sostanze ingerite.

    Discorso analogo per la magia che, sebbene non rivesta un ruolo fondamentale come l’alchimia, sarà utile per risolvere situazioni difficili o avere la meglio su avversari piuttosto coriacei alle normali armi. Se per poter realizzare una pozione dovremmo venire in possesso della sua ricetta, per le magie saremo costretti a venire a contatto con le varie fonti magiche disseminate sulla mappa di gioco. E solo trovando questi posti sacri che potremmo assimilarne il segno (così vengono definiti i vari rami magici), e coltivarne le varie sfaccettature.

    L’interfaccia di gioco non segue un canone specifico, e questo può spiazzare specialmente all’inizio, fortunatamente con un po’ di dedizione si inizierà ad entrare nell’ottica degli sviluppatori e si potranno apprezzare le scelte effettuate. Il diario si occuperà di tenere traccia di ogni quest da risolvere, organizzandole in capitoli e dandoci la possibilità di segnare sulla mappa la destinazione successiva utile al compimento della missione. L’inventario non è un sacco senza fine, anzi ben presto dovremo iniziare a depositare oggetti e beni negli appositi depositi distribuiti sul territorio, però è organizzato in modo chiaro ed intuitivo. Discorso diverso invece per la gestione dei talenti, che si renderanno disponibili all’aumentare dell’esperienza, la schermata di per sé rimane un po’ troppo confusa, fortunatamente posizionando il mouse sopra un’abilità comparirà un comodo pop up con tanto di descrizione. Nota positiva per la creazione di composti alchemici, la schermata ci fornirà un elenco delle ricette in nostro possesso visualizzando in chiaro le pozioni che siamo in grado di realizzare (dato che ne abbiamo gli ingredienti), e lasciando oscurate quelle che invece non possiamo aggregare.

    Tecnicamente il gioco sfrutta una versione appositamente riveduta e migliorata del famoso Aurora Engine impiegato originariamente per realizzare Neverwinter Nights. In effetti possiamo notare con piacere come l’ambiente di gioco risulti molto vario e ben realizzato, sia negli interni che nei vasti spazi aperti. Corretto l’uso delle ombre per enfatizzare l’illuminazione, così come l’impiego di tutta una serie di effetti speciali molto indicati per la creazione della giusta atmosfera di gioco. Un plauso va sicuramente per la realizzazione dei personaggi e dei mostri, che risultano sempre molto definiti e ricchi di particolari. Quello che invece non ci ha particolarmente convinto è il labiale che spesso e volentieri risulta fuori sincronizzazione. Anche il sonoro è realizzato in modo egregio, con musiche molto accattivanti e d’atmosfera, così come i numerosi effetti sonori. Il parlato non eccelle per qualità di recitazione, ma supponiamo che il doppiaggio non sia esattamente come quello dei film, e dover caratterizzare con il giusto timbro di voce un elenco di frasi non deve essere molto semplice.

    A questo punto si potrebbe pensare che The Witcher sia un gioco perfetto ed esente da difetti, invece, con nostro grande disappunto, qualche problema c’è e non possiamo ignorarlo. Sicuramente il più fastidioso è rappresentato dai numerosi caricamenti che possono essere più o meno lunghi in base alla locazione in cui si sta accedendo. Anche i semplici salvataggi si riveleranno piuttosto lunghi rispetto alla media dei giochi concorrenti. Ma quello che sicuramente non possiamo accettare è l’alto numero di bug che continuano a infestare il gioco, uno in particolar modo manda in crash il sistema dopo ogni mezz’ora. Sebbene sia già presente una patch per la soluzione di alcuni problemi, non tutti sono stati corretti.

    Vestire i panni di un Witcher è molto intrigante, diventare un esperto nel combattimento e padroneggiare abilmente pozioni e incantesimo sarà molto divertente, a patto di essere una persona adulta in grado di poter gestire senza difficoltà argomenti come il razzismo, il sesso e la violenza più o meno gratuita. Il tutto ovviamente gestito e realizzato con grande intelligenza nel rispetto dei libri a cui il titolo si ispira. In definitiva ci sentiamo di consigliare vivamente questa esperienza di gioco sia a chi ha macinato giochi di ruolo, ma soprattutto a chi si avvicina al genere per la prima volta, non ci potrebbe essere iniziazione migliore!

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