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Sauron è tornato per seminare il terrore nella Terra di Mezzo. Mordor e Isengard sono di nuovo minacciose all’orizzonte. Umani, Nani ed Elfi ancora uniti per tentare di arginare la nuova minaccia. A voi il comando del destino della nuova guerra, a voi il compito di spostare gli equilibri!
L’RTS è un genere che sente ormai il peso degli anni, se consideriamo che il primo, Dune 2, che poi ha innescato una sorta di reazione a catena, risale al 1992. Da allora, le meccaniche di gioco hanno subito variazioni più o meno importanti, anche se, fondamentalmente, ci troviamo sempre di fronte il solito schema. Forse è proprio questo il problema che si sta tentando di risolvere, anche se finora si sta cercando un po’ di occultarlo grazie a trame avvincenti, a grafiche spettacolari e a modifiche del gameplay comunque piuttosto marginali. In questo scenario, si stagliano veri e propri capolavori come Act Of War, Age Of Empires 3 e ora La Battaglia Per La Terra Di Mezzo II (LBTM2 da adesso in poi ndr), seguito del primo, bellissimo, episodio che riprendeva in toto la sceneggiatura del film di Peter Jackson.

Ma la battaglia per la Terra di Mezzo non è stata solo una?
I seguaci della Trilogia dell’Anello rimarranno un po’ interdetti, poiché, come tutti saprete, la Battaglia per la Terra di Mezzo è stata una sola, che ha portato poi alla vittoria del Bene contro le forze del Male. In effetti il gioco in questione non si ispira pedissequamente alla trama del lungometraggio o dei libri di Tolkien, ma utilizza una sceneggiatura totalmente inventata comunque basata sul mondo partorito dalla geniale mente dello scrittore sudafricano di nascita, ma anglosassone di formazione. Fondamentalmente, la trama narra del ritorno di Mordor e Isengard ad insidiare i territori della Terra Di Mezzo e la seguente riunione di Uomini, Nani e Elfi ad arginare la nuova minaccia. Ci saranno anche dei colpi di scena, ma preferiamo non svelarvi nulla di più di una trama congegnata in maniera più che discreta. Parliamo allora del gioco in sé: ci troviamo di fronte a una versione riveduta e corretta del primo capitolo; rimangono le caratteristiche delle unità e l’elemento RPG per cui gli eroi (unità molto più forti delle altre e che hanno la possibilità di resuscitare) e i battaglioni guadagnano esperienza in base ai nemici abbattuti, guadagnando nuove abilità. Permane anche il contatore dei punti che permette di attingere a nuovi incantesimi da lanciare in momenti di particolare difficoltà o apprensione e sbloccabili tramite il classico sistema ad “albero”. Le differenze sono principalmente in quattro frangenti: la Fortezza - vostro quartier generale - sarà configurabile e ampliabile grazie a “slot” in cui potrete inserire torrette difensive o cinte murarie; sono presenti unità spettacolari e spesso gigantesche come le Aquile, i Giganti della Montagna o i draghi, che possiedono abilità e potenze devastanti, oltre a rappresentare, con le loro dimensioni, dei veri e propri spauracchi; ogni punto della mappa sarà edificabile, senza che vi sia necessità di costruire strutture obbligatoriamente vicine al vostro campo base e aumentando non poco la componente strategica; infine, saranno presenti le battaglie navali, che avranno un’importanza rilevante nello svolgimento del gioco, anche se le unità marine sono in numero piuttosto basso. La risorsa accumulabile è solo una, simile ai famosi “crediti”, che permetterà di acquistare nuove unità e potenziamenti, discostandosi dagli rts un po’ più complessi che richiedono la raccolta di risorse differenti. L’I.A. del computer è nella media del genere, e vi darà parecchio filo da torcere solo ai livelli di difficoltà più elevati. In ogni caso il grado di sfida è soddisfacente.

Appunti tecnici
In realtà dal punto di vista puramente tecnico non ci sono molti appunti da fare. Ci troviamo di fronte a una produzione di primissimo livello, un vero e proprio “giocone”. Ogni componente su schermo è stato realizzato con estrema cura e con un sapiente uso di tutte le tecniche grafiche. Ottimi paesaggi, effetti di rendering, e movenze dei personaggi. L’effetto dei riflessi sul ghiaccio è incredibile, alla pari con quello dell’acqua e quello delle ombre in tempo reale, sia per quanto riguarda le unità, sia per gli scenari, molto evocativi. Il sonoro è anch’esso tarato su standard molto alti, come in tutte le produzioni basate sulla Trilogia dell’Anello. Ottime le musiche, il parlato e la localizzazione tutta, anche nei sottotitoli che non presentano praticamente errori. Tutta questa magnificenza ha però un prezzo, da pagare in termini di potenza del sistema. Per far girare il prodotto con tutti gli effetti attivati, anche in risoluzioni non altissime (1024x768) c’è bisogno di un PC di fascia alta, possibilmente con due schede grafiche in SLI. Con una configurazione vicina a quella minima, è assolutamente necessario disattivare tutto, e si perde quindi moltissimo del gioco che basa parecchio del suo indubbio valore sulla spettacolarità visiva. Crediamo quindi che, qualora aveste in programma un upgrade del PC, questo sia un titolo per cui valga davvero la pena di farlo. La longevità si attesta su un ottimo livello: le otto missioni per ogni Campagna non sono tantissime, ma sono varie ed avvincenti. In più è presente il gioco online, virtualmente infinito, e una nuova modalità, la Guerra dell’Anello, che si può sintetizzare in un Total War “light”. Trattasi infatti di una sorta di strategico a turni, strutturato similmente al titolo Creative Assembly. Dobbiamo dire che si tratta di una variante molto gradita e che aggiunge certamente un elemento interessante alla produzione tutta. Da segnalare la presenza di una “Collector’s edition”, con contenuti extra, comprese anche unità ingame esclusive. A nostro parere una scelta discutibile, che traccia una specie di solco tra giocatori di “Serie A” e di “Serie B”. Rimane comunque il fatto che entrambe le versioni del gioco siano degnissime di essere considerate da tutti gli appassionati di Tolkien e di RTS. Complimenti a EA per l’ottimo lavoro svolto.
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