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La licenza ufficiale Ducati permette agli italianissimi sviluppatori di Artematica la possibilità di creare un nuovo gioco di corse motociclistiche. Saranno riusciti ad impressionarci? Di sicuro il solo nome Ducati fa drizzare le orecchie…
Eccoci alle prese, affezionatissimi lettori di Ludus, con la recensione di un prodotto totalmente italiano, sviluppato da Artematica, già produttrice di giochi del calibro di Druuna: Morbus Gravis e Martin Mystére: Operazione Dorian Gray. Questa volta si sono cimentati in una produzione decisamente ambiziosa: un gioco di motociclismo, con tanto di licenza ufficiale, incentrato sulla leggendaria Ducati. Il titolo in questione, e che stiamo per andare ad analizzare, è Ducati World Championship. Saranno riusciti a proporci un gioco dalle spiccate qualità? Di questi tempi, pur non essendoci grossi titoli in giro, la concorrenza di MotoGp è abbastanza solida. Ma entriamo nel dettaglio senza perdere altro tempo.

Giri di prova…
Proposto ad un prezzo veramente concorrenziale, di soli 19,90€, Ducati World Championship (DWC d’ora in avanti) non ha requisiti mostruosi per essere giocato. E di questi tempi è una rarità. Appena avuto a disposizione il lucente dvd siamo passati subito alla sua installazione, accompagnati dalle musiche del gruppo rock italiano Lacuna Coil che fa da colonna sonora a tutto il titolo, anche durante le gare. Modificati a dovere i parametri grafici e configurati a nostro piacimento i tasti del game pad ci siamo gettati subito in pista, per provare le ben settanta Ducati presenti nel gioco, e per capire subito cosa avessimo di fronte.
In pista…
L’esperienza di gioco che DWC trasmette è quella di voler essere un prodotto longevo. Infatti sono davvero numerosi sia i tipi di gare a disposizione che i parametri modificabili presenti. Si può mantenere un approccio con il gioco decisamente arcade, scendendo subito in pista per sfidare gli avversari, oppure optare per una simulazione più spinta, selezionando tra le varie modalità di gioco presenti. Ma cominciamo dal novero delle varie modalità di gioco presenti. Eccole descritte brevemente: la modalità Carriera permette partendo dalla categoria Classe C, di risalire fino alla Classe A, dove troverete i piloti e le moto migliori con cui correre; nella categoria Classic si hanno a disposizione le moto da strada; nella modalità Sport modelli come la Ducati 999 la fanno da padrone; nelle modalità Superbike e Racing il gioco inizierà a farsi duro e serio, la Desmo Sedici utilizzata dal Team Corse vi farà sentire tutta la sua velocità. Vi è poi tutta una parte di sfide, impennate, corse contro il tempo etc. lasciamo scoprire a voi tutte le altre, che rendono divertente DWC. Tutte le moto utilizzabili in DWC hanno loro caratteristiche tecniche ben precise suddivise in velocità, manovrabilità ed accelerazione. Questi tre principali parametri sono inoltre altamente personalizzabili, grazie al lavoro di Artematica che ha introdotto la possibilità di modificare la posizione del pilota, la possibilità di scegliere tra una posizione più comoda e meno aerodinamica ed una decisamente migliore e la possibilità di selezionare il freno più indicato (chi è motociclista sa bene che frenare con il disco posteriore o quello anteriore comporta notevoli differenze). Tutto questo dovrebbe rendere la stessa moto diversa nei suoi tre principali parametri. Finora tutto sembrerebbe andare per il verso giusto, tante modalità di gara e tantissime opzioni. Ma è tutto oro quel che luccica?

Fermiamoci ai box!
Purtroppo dobbiamo dirvi che non lo è, anzi. Partendo dalla parte simulativa tutti i dettagli presenti non fanno assaporare una simulazione vera e propria. In DWC tutto resta piuttosto semplice e manca un implementazione della fisica eccellente, cosa che invece ci si aspetta da una simulazione soprattutto in un periodo dove si discute tantissimo di schede dedicate alla fisica. Il modello di guida poi, non è certo perfetto, e gestire lo sterzo con il game pad, oppure con la tastiera, risulta difficoltoso. La moto va in piega troppo bruscamente e sempre nello stesso modo. C’è poi un certo appiattimento nelle gare dovuto alla non troppo evoluta intelligenza artificiale dei motociclisti avversari che appiattisce la giocabilità accorciando decisamente la longevità di questo titolo. Certo, quelli di Artematica non dovevano programmare il simulatore di motociclismo definitivo, ma lasciare che tutto sia altamente e velocemente assimilabile influisce negativamente sulle prospettive future di questo gioco. Oltre ad un gameplay con alcune lacune, la realizzazione tecnica non è all’altezza di quanto è solito proporre attualmente il mercato. Sonoro e grafica hanno presentano lacune, difficili da digerire da parte dei giocatori. I modelli tridimensionali delle moto e dell’ambiente sono realizzati con pochi poligoni ma almeno le moto, vista la licenza ufficiale, avrebbero dovuto essere perfettamente riprodotte. Inoltre le texture che coprono i modelli poligonali e l’ambiente sono a bassa risoluzione e dalle immagini allegate a questa recensione dovreste intuire qualcosa. Gli effetti particellari ci sono, ma non esaltano e non contribuiscono ad aumentarne l’impatto grafico. Le piste e l’ambiente che sta intorno ad esse è poi decisamente spoglio, i modelli poligonali degli uomini e le donnine intorno ai box sono bidimensionali. Il lato positivo è che DWC non ha problemi a “girare” sui PC degli ultimi sei, sette anni: i requisiti minimi sono decisamente bassi. Passando ad analizzare il sonoro, non possiamo fare altro se non criticarlo fatta eccezione per la colonna sonora dei Lacuna Coil, che per gli amanti del genere metal-italiano è una chicca e il loro successo all’estero ne è una testimonianza. I rumori ambientali e la riproduzione dei rombi delle moto sono insufficienti, un campionamento più attento di tutte le tipologie di moto ed i loro motori avrebbe dato la sensazione di guidare delle vere Ducati. Abbiamo già detto della fisica assente. L’intelligenza artificiale è da perfezionare, magari in una futura patch ci ritroveremo con una migliore calibrazione della bravura dei piloti e soprattutto con un controllo della moto più dolce.
Eccoci all’arrivo
Artematica sicuramente non ha sbagliato prodotto. In Ducati World Championship troviamo tantissime modalità di gioco, di cui alcune davvero divertenti. La licenza ufficiale ci propone settanta moto tutte utilizzabili e gli extra, per gli amanti del motociclismo ed i devoti della Ducati, sono una ricca serie di informazioni. Vogliamo sottolineare che una realizzazione tecnica più fine avrebbe messo DWC direttamente al pari dei migliori giochi attualmente disponibili. Rimane il fatto che, sia avvantaggiato da un prezzo alquanto contenuto, sia da una licenza blasonata, Ducati World Championship è più che un semplice palliativo rispetto ai diretti concorrenti.
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